sabato 22 novembre 2014

PERUGIA SAB 29 NOVEMBRE: presentazioni di "ELETTROSHOCK" e di "MEDICI SENZA CAMICE"


PERUGIA
SABATO 29 NOVEMBRE

c/o il Circolo Island in via Magno Magnini 
alle ore 17 la presentazione di 2 libri:

"MEDICI SENZA CAMICE. Pazienti senza pigiama"
socioanalisi narrativa dell'istituzione medica.
Autori vari
Edizioni Sensibili Alle Foglie

"ELETTROSHOCK"
La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute."
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Edizioni Sensibili Alle Foglie.
   
 A seguire dibattito con gli autori e Nicola Valentino di Sensibili alle Foglie e l'Associazione InclusoMe.

ore 20 cena vegana di autofinanziamento.

per info:
inclusome@yahoo.it
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org

giovedì 20 novembre 2014

PERUGIA: SAB 29 NOVEMBRE: presentazioni di "ELETTROSHOCK" e di "MEDICI SENZA CAMICE"


PERUGIA SABATO 29 NOVEMBRE

c/o il Circolo Island in via Magno Magnini 
alle ore 17 la presentazione di 2 libri:

"MEDICI SENZA CAMICE. Pazienti senza pigiama"
socioanalisi narrativa dell'istituzione medica.
Autori vari
Edizioni Sensibili Alle Foglie
Questo libro è il frutto di un cantiere di socioanalisi narrativa voluto da un gruppo
di studenti di medicina e di medici specializzandi per indagare e raccontare i limiti
dell'istituzione medica. .La raccolta narrativa e la riflessione collettiva hanno individuato
due grandi aree tematiche: i dispositivi della formazione medica e la forma istituita della
relazione medico-paziente. Ci si è soffermati perciò sulle modalità della formazione dei
medici al loro ruolo e all'identità di gruppo e ci si è interrogati sulla costruzione del paziente
come oggetto passivo, osservando come questa modalità relazionale sia fonte
di un malessere aggiuntivo per la persona ammalata. I partecipanti al cantiere, infine, hanno
provato a immaginare parole nuove e momenti formativi autogestiti, orientati a relazioni di
cura rispettose, paritarie e non passivizzanti. Relazioni che vedano protagonisti
medici senza camice e pazienti senza pigiama.

"ELETTROSHOCK"
La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute."
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Edizioni Sensibili Alle Foglie.
Questo libro propone un viaggio nella storia delle shock terapie, che precedono
e accompagnano l'applicazione della corrente elettrica al cervello degli esseri umani,
per provocare uno shock, ritenuto appunto "terapeutico". Il collettivo antipsichiatrico
Antonin Artaud documenta come l'elettroshock non sia un metodo desueto, ma come
esso continui ad essere utilizzato anche in Italia, dove lo si pratica in più di novanta
strutture pubbliche e private. Per sfatare il mito che le shock terapie, comprese quelle
elettroconvulsive, siano barbarie di altri tempi, gli autori propongono le testimonianze
di persone in carne ed ossa, vive e vegete, che sono state sottoposte all'elettroshock.
Inoltre ci informano che viviamo in un Paese nel quale vietare queste pratiche è stato
dichiarato incostituzionale. Questo lavoro vuole essere uno strumento per ampliare la
riflessione e il confronto sul delicato tema dei metodi terapeutici ai quali le persone,
soprattutto quelle vittime di etichette psichiatriche, vengono costrette, il più delle volte
senza esserne nemmeno informate.


A seguire dibattito con gli autori e Nicola Valentino di Sensibili alle Foglie
che ha curato le edizioni e l'Associazione InclusoMe.

ore 20 cena vegana di autofinanziamento.


Indicazioni stradali:

In auto:
Sia da nord che da sud
E45 Uscita Madonna Alta seguire direzione Stadio Renato Curi
proseguire per via Cortonese al semaforo andare a destra,
prima uscita della rotonda la prima strada in salita sulla sx è l'ingresso
del parcheggio del Circolo Island.
in alternativa parcheggiare la macchina nel parcheggio
antistante lo stadio e prendere il minimetrò.
Scendere alla stazione Madonna Alta.

Per chi viene in treno:
c'è la stazione del minimetrò vicinisssima.
 
per info:inclusome@yahoo.it
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org

mercoledì 19 novembre 2014

Contesto culturale

Breve estratto da una tesi di prossima pubblicazione.



La parzialità della visione psichiatrica viene messa in scacco dalla dipendenza culturale mostrata dalla diagnosi. Non è comprensibile infatti come uno sciamano africano e uno psicotico europeo, pur possedendo metaforicamente gli stessi sintomi (deliri, allucinazioni), vengano trattati in modo così diametralmente opposto dalle culture di appartenenza. Se lo sciamano è una figura di tutto rispetto al vertice della gerarchia di una qualsiasi tribù africana (poniamo ad esempio i Vatussi), l’individuo visionario e delirante che vive nelle nostre città è un cliente fisso dei CPS o del reparto di psichiatria, impegnati costantemente a monitorare quantità e qualità delle sue allucinazioni. Se la psichiatria vuole essere considerata una scienza medica, le sue diagnosi non dovrebbero essere così influenzate dalla comunità di appartenenza e dal pensiero corrente. Qualsiasi altro paragone con qualsiasi altra branca della medicina non regge e non può reggere il confronto. Ad esempio, un’insufficienza cardiaca è tale in qualsiasi contesto culturale; aver mangiato sano e condotto una regolare attività fisica può fare la differenza e ciò dipende dalla cultura di appartenenza, ma un infarto è tale in qualsiasi parte del mondo. Il richiamo costante alla neurologia, alle immagini diagnostiche di ultima generazione o al patrimonio genetico non risolvono la questione, sempre aperta, di una scienza medica costantemente impegnata nella ricerca di correlati biologici che dopo secoli di storia tardano ancora ad arrivare. Un imbarazzante segreto spesso ben celato dai discorsi degli psichiatri e dalla loro aura ammantata dall’ autorevolezza del camice bianco.  

Veronika

sabato 15 novembre 2014

Cie di Ponte Galeria: il medico e le iniezioni forzate di psicofarmaci


pgDue giorni fa un recluso del Centro d’identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, davanti ad insulti e privazioni da parte del personale in servizio, ha scelto di rispondere verbalmente ai soprusi.
Polizia e carabinieri si sono quindi scatenati con un pestaggio in piena regola, così come raccontano gli altri reclusi presenti.
Il ragazzo è stato successivamente condotto in una cella separata dalle altre, in una sezione del lager lontana sia da quella maschile che da quella femminile.
Ciò che è avvenuto in questi due giorni d’isolamento è lontano dalla sua memoria; gli altri reclusi raccontano che dopo un’iniezione di psicofarmaci non ricorda nulla e lo descrivono come una persona ad oggi distrutta.
Sembra anche ricorrente la minaccia di iniezioni di psicofarmaci in occasione dei momenti di rabbia dei ragazzi rinchiusi nel campo d’internamento etnico alle porte di Roma.
Impossibile non ricordare un precedente episodio avvenuto nel maggio del 2013, quando un recluso, in seguito ad una puntura del medico in servizio, aveva iniziato a gonfiarsi, ad avere difficoltà respiratorie ed essere privo di ogni forza tanto da non riuscire ad alzarsi dal letto per giorni.
Questo episodio venne alla luce solo grazie ad una protesta messa in campo dai reclusi della sezione maschile che culminò con uno sciopero della fame compatto.
Dopo qualche giorno i media di regime celebrarono con la direzione del centro, affidata alla cooperativa Auxilium, le scuse da parte del medico in servizio nei confronti del ragazzo che ancora versava in pessime condizioni. Per mettere a tacere tutto, la direzione dichiarò anche un cambio di guardia del suddetto.
Le pratiche d’oppressione non sono cambiate, frutto di una lunga tradizione o degli stessi aguzzini in servizio.

martedì 11 novembre 2014

INTERVISTA AD ANTONUCCI

  tratto da http://kalashnikov-collective.blogspot.it/

[We talk about...antipsychiatry!]
Il pensiero antipsichiatrico di Giorgio Antonucci, un'intervista a cura di Rapa Viola, Camap e Kalashnikov collective (27 luglio 2014, Firenze)
[Sarta] “Lo scorso luglio ricevetti una chiamata sul cellulare: era Dani, voce degli Ebola nonché agitatore del Collettivo Antipsichiatrico Camuno (Camap), che mi disse di avere la possibilità di intervistare il noto medico e psicanalista Giorgio Antonucci, uno dei più importanti punti di riferimento per il movimento antipsichiatrico in Italia. Uh, bene! L'idea era di andare tutti a Firenze, fare questa chiacchierata con il Nostro e poi rovesciarsi tutti a Villa Panico (il celebre ex-manicomio ora occupato dai punx) per fare un concertone a tema antipsichiatrico e festeggiare tutti insieme. La proposta era ovviamente estremamente allettante, tuttavia avevamo già fissato per quel sabato un concerto a Carrara in un circolo di compagni anarchici, una di quelle situazioni un po' vetero che ci piacciono tanto. Che fare quindi? Ci pensa Peppus, il membro-ombra del nostro collettivo, che si aggrega all'allegra comitiva e porta a compimento la missione!
Il risultato di tutto ciò lo potete vedere qui sotto: una lunga chiacchierata di circa 40 minuti, dove Antonucci spazia in maniera estremamente lucida dai fondamenti della psichiatria (una disciplina che “si occupa del dissenso” e che non ha nulla a che vedere con “la scienza medica” ma si basa sul “giudizio del pensiero altrui”), alla critica di alcuni dei più importanti pensatori antipsichiatrici (da Thomas Szasz a Edelweiss Cotti, passando per l'analisi dei sociopoteri di Michel Foucault) fino all'interessante racconto di alcuni episodi della sua carriera professionale, che ben delineano il carattere aleatorio e repressivo della cosiddetta “scienza” psichiatrica. Dalla storia della suora rinchiusa in manicomio e sottoposta all'elettroshock perché, stanca di “essere sposa di Cristo”, voleva sposarsi sul serio, fino al crudo racconto delle più minuziose e terribili torture praticate sui “pazienti”, Antonucci disvela con estrema chiarezza il vero volto di questa pseudo-disciplina: lo stesso Sigmund Freud, eccellente neurologo prima di diventare il padre della psicanalisi, sostenne che per andare oltre occorreva diventare “biografi”, ovvero capire le singole storie delle persone per comprenderne i comportamenti. Da questo punto di vista, psicofarmaci, manicomi e lettini di contenzione non sono altro che strumenti repressivi di annichilimento degli individui che nulla hanno a che vedere con la cura e la scienza medica ma solo con la repressione e il controllo sociale: “se si è disposti ad ascoltare gli altri, non crollano solo i manicomi ma tutto il castello della psichiatria”. Nel ringraziare Rapa Viola, il Camap nonché Marky per le riprese, vi auguriamo buona visione!".

 

Bibliografia essenziale degli scritti di Giorgio Antonucci:
I pregiudizi e la conoscenza. Critica alla psichiatria (Cooperativa Apache, 1986)
Il pregiudizio psichiatrico (Eleuthera, 1989 e 1998)
La nave del paradiso (Spirali, 1990)
Aggressività. Composizione in tre tempi
in Uomini e lupi (Eleuthera, 1990)
Critica al giudizio psichiatrico (Sensibili alle foglie, 1993 e 2005)
Contrappunti (Sensibili alle foglie, 1994)
Il giudice e lo psichiatra in Delitto e castigo (Eleuthera, 1994)
Il Telefono Viola, insieme con Alessio Coppola (Eleuthera, 1995)
Pensieri sul suicidio (Eleuthera, 1996)
Le lezioni della mia vita. La medicina, la psichiatria, le istituzioni (Spirali, 1999)
Diario dal manicomio. Ricordi e pensieri (Spirali, 2006)

Altri testi di riferimento sul tema dell'antipsichiatria:
Thomas Szasz, Il mito della droga. La persecuzione rituale delle droghe, dei drogati e degli spacciatori (Feltrinelli, 1997)
Thomas Szasz, Il mito della malattia mentale (Spirali,2003)
Edelweiss Cotti, Roberto Vigevani, Contro la psichiatria (La Nuova Italia, 1970)
Franco Basaglia (a cura di), Che cos'è la psichiatria? (Dalai, 1997)
Franco Basaglia (a cura di), L'istituzione negata (Baldini e Castoldi, 2014)
Franco Basaglia, Conferenze Brasiliane (Raffaello Cortina, 2000)

martedì 4 novembre 2014

SABATO 8 NOVEMBRE


SABATO 8 NOVEMBRE
ORE 17:00
PSICHIATRIA: QUANDO LA VIOLENZA DIVENTA TERAPIA

Aperitivo benefit per Rapaviola e discussione: Carcere, Opg, Repressione, Psichiatria e Genere, Verso la Primavera.


Per contrastare ribelli e rivoluzionari un metodo migliore del carcere, è il manicomio. La prigione può creare un martire e rilanciare la lotta, la psichiatrizzazione riduce all'impotenza: "i martiri sono venerati. Dei matti si ride: e un uomo ridicolo non è mai pericoloso". (Lombroso)


per maggiori informazioni:
rosanera@autistici.org
rosanera.noblogs.org

Spazio Anarchico Occupato "Rosa Nera"
Via Ravenna 40, Quartiere Corvetto, Milano
Metro Gialla (M3) Fermata Corvetto - Bus 77-84-93-95